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Dylan Dog
di Paolo Ottolina - 1 Feb 2003

Quando nasce e chi lo crea?
Dylan Dog è creato nell'ottobre 1986 dal geniale sceneggiatore Tiziano Sclavi. E' la prima serie horror della Sergio Bonelli Editore, e nel tempo ha riscosso un successo di critica e di pubblico stupefacente, arrivando a tirare più di 1 milione di copie al mese.

Chi è?
Dylan ha i lineamenti dell'attore inglese Rupert Everett. E' un ex-poliziotto e un ex-alcolista, che ha deciso di mettersi in proprio per indagare su casi che sconfinano nel soprannaturale e nell'orrore. Per chiedere i suoi servigi basta recarsi a Londra, in Craven Road n.7 e pagargli 50 sterline al giorno più le spese. Nelle sue avventure, cruente eppure spesso delicate, poetiche e malinconiche, Dylan ha combattuto vampiri, licantropi, fantasmi e alieni, ma anche mostri molto più pericolosi e infidi come le violenze domestiche, il razzismo, l'indifferenza, la sete di potere, la noia. Alcuni suoi episodi sono entrati indelebilmente nella memoria dei lettori e sono annoverati tra le migliore storie a fumetti mai scritte in Italia. Ah, se sei una giovane e indifesa donzella guardati dagli occhioni blu e dal fascino tenebroso di Dylan: lui, infatti, è un irresistibile dongiovanni, e ogni mese fa strage di cuori...

Chi sono i suoi amici?
Il suo assistente tuttofare è uno strano ometto con la faccia di Groucho Marx, che apre la porta ai clienti e li sommerge di battute, freddure e barzellette. Logorroico, loquacissimo, Groucho assicura ai lettori una sostanziosa dose di humour ogni mese ed è un insostituibile alleato per Dylan. Poi c'è il Commissario Bloch, anziano capo di Scotland Yard ad un passo dalla pensione; ex-superiore di Dylan quando questi era nella polizia, gli è molto affezionato e più di una volta lo ha tirato fuori dai guai e dalla prigione.

Chi sono i suoi nemici?
Dylan non ha molti nemici ricorrenti: ovunque vi sia un orrore soprannaturale da sconfiggere, lui sarà là, potete giurarci. Da ricordare, però, almeno la scheletrica figura incappucciata della Morte (sembra quella del "Settimo Sigillo" di Ingmar Bergman) e il dottor Xabaras, scienziato pazzo che vuol vincere la morte e che Dylan ha scoperto essere suo padre.

Per approfondire le ragioni del successo di Dylan leggere l'articolo "Il mondo di Dylan Dog"

Guida alla lettura
connessioni enciclopedia:
Brendon
il fanta-horror di Chiaverotti
Gordon Link
l'horror di Manfredi

La serie regolare e le ristampe sono tuttora edite dalla Sergio Bonelli Editore e gli arretrati sono facilmente reperibili dalla casa editrice o nelle fumetterie.

Per chi voglia avvicinarsi per la prima volta alla testata consigliamo di reperire qualcuna delle storie presenti nella Top Ten di uBC.


in due parole
Creato nel 1986 da Tiziano Sclavi, è la prima serie horror della Sergio Bonelli Editore. Nel tempo ha riscosso un successo di critica e di pubblico stupefacente, assumendo le dimensioni di un fenomeno di costume.


Articoli di uBC in argomento



Legami di sangue
rece di F.Sconza - 16 Mar 2010
il (perplimente) ritorno di Manila[Dylan Dog 282]


Paure reali, paure di carta
rece di F.Sconza - 12 Feb 2010
nel labirinto della psiche dylaniata [Dylan Dog 279]


Delirio di amorosi sensi, con orrore. Tanto.
di V.Oliva - 22 Gen 2010
tanti autori in cerca di personaggio [Dylan Dog Gigante 18]


Umano, troppo umano
rece di G.Del Duca - 12 Gen 2010
la malattia raccontata in prima persona [Dylan Dog 280]
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Notizie estratte dal weblog di uBC

25 Gennaio 2010

Polemica Dylan Dog, Roccella: «Ho letto l'albo. Paure infondate» #
Da un articolo del 25 gennaio 2010 pubblicato su Il Corriere della Sera.it il nuovo intervento del sottosegretario di Stato a lavoro, salute e politiche sociali riguardo la storia Mater Morbi di Dylan Dog:
Non ho mai creduto alle letture ideologiche, ai tentativi di decifrazione di un testo in chiave tutta politica: non è attraverso il filtro delle battaglie più o meno civili che la letteratura si fa riconoscere come tale, e può toccarci in profondità. Leggendo l’ultimo numero di Dylan Dog, "Mater morbi", la mia diffidenza verso le interpretazioni politiche si è accentuata. Il racconto è stato esaltato da alcuni quotidiani come presa di posizione su eutanasia e testamento biologico, e certo c'è anche questo. Ma è un discorso assai poco politico, confinato in uno spazio laterale («Nel frattempo, un certo dottor Harker ha alzato un gran polverone con i media, e oggi per tutto il paese si discute di accanimento terapeutico, testamento biologico e suicidio assistito..»). Quando sono stata interpellata da una giornalista sul fumetto, non lo avevo ancora letto; in effetti mi si chiedeva di intervenire nel dibattito sollevato dagli articoli comparsi sulla stampa, e mi aveva colpito in particolare una frase citata: «C'è stato un tempo in cui ero un uomo..». Come a dire: solo la salute garantisce la nostra qualità umana, e forse la nostra dignità di persona. Ma a una lettura diretta del testo, la mia paura si è rivelata del tutto infondata.
(..)

  messaggio da M.Gremignai - 25/01/2010 18:40

Polemica Dylan Dog, la Roccella replica #
Da un articolo del 23 gennaio 2010 pubblicato su Il Corriere della Sera.it e dedicato alla storia Mater Morbi di Dylan Dog:
«Forse ha letto le prime quattro pagine, il mio è un fumetto sulla necessità di accettare la malattia, non certo un inno al superuomo». Roberto Recchioni è perplesso per la polemica suscitata dal sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, che venerdì sul Corriere della Sera ha criticato i contenuti del numero 280 di Dylan Dog, Mater Morbi, in edicola questo mese: a disegnarlo Massimo Carnevale, a scriverlo proprio Recchioni.
(..)
«Sono felice che lo sceneggiatore Roberto Recchioni smentisca i miei timori rispetto al messaggio dell’ultimo numero di Dylan Dog, "Mater Morbi" - replica la Roccella - perché la mia paura è proprio che cresca nella cultura un rifiuto del corpo imperfetto e della persona malata. È sul dibattito giornalistico nato intorno al racconto che sono stata interpellata dal Corriere, e in particolare sulle interpretazioni fornite dall'Unità e dal Secolo. Se quegli articoli fornivano interpretazioni sbagliate o ideologiche, tutto il dibattito ne ha ovviamente risentito. E sono contenta di scoprire che erano "superficiali". Come avevo chiarito a chi mi ha interpellato, non avevo ancora letto la storia: la leggerò adesso e ne scriverò. Mi farà molto piacere se Recchioni si vorrà poi confrontare con me direttamente».

  messaggio da M.Gremignai - 25/01/2010 09:57

17 Agosto 2009

Dylan Dog ipnotizza anche Hollywood col volto di Superman #
Da un articolo del Corriere.it:
Dopo un viaggio lun­go 15 anni - e non per colpa del suo inseparabile Maggiolone scassa­to - Dylan Dog arriva finalmente a Hollywood. Tanto ci è voluto per portare l’eroe dei fumetti sul grande schermo dopo abboccamenti, rin­vii, pause e ripensamenti durati tre lustri. Giacca nera, camicia rossa, jeans e Clarks: l’indagatore dell’incubo (giunto all’indagine/albo numero 275) dal 1986 affascina lettori di ogni età con avventure in bilico tra l’horror e il noir, che a volte si inzup­pano di splatter, cercando di argina­re demoni e lupi mannari, vampiri e zombie: non a caso in principio (al­bo numero uno) fu «L’alba dei mor­ti viventi». In Dead of Night tocca a Brandon Routh - classe 1979, ruolo più pre­stigioso quello di Superman in Su­perman Returns (2006), allora quel­lo dei fumetti è un vizio - mettersi i panni di Dylan Dog.
Sceneggiatura originale, dunque non ispirata a un fumetto in particolare, Dead of Ni­ght racconta di come Dylan è diven­tato indagatore dell’incubo per sal­vare il suo assistente ucciso da uno zombie (e a sua volta diventato zom­bie). E siccome Dylan ha pratica­mente una fidanzata al mese (come la cadenza delle sue uscite in edico­la) al suo fianco avrà una donna (Anita Briem) che non sa a chi rivol­gersi - non certo alla polizia, sai co­m’è lì vogliono prove, non supposi­zioni - perché ha visto suo padre ucciso da una creatura mostruosa. La regia è affidata a Kevin Mun­roe (nel suo curriculum il film di animazione sulle Tartarughe Ninja TMNT ) che in un’intervista ha rac­contato perché è stato affascinato dall’indagatore dell’incubo: «Mi ha colpito la natura anticonformista del personaggio. Dylan Dog è un ra­gazzo normale, che, non sempre suo malgrado, finisce per farsi coin­volgere in situazioni bizzarre. È vani­toso, sarcastico ed ha un incredibile fiuto per i guai, ma ha in sé qualco­sa di assolutamente umano. È uno Sherlock Holmes contemporaneo. Nel film raccontiamo le sue pazze vi­cende in maniera leggera: sarà un film per tutti, per ragazzini come per adulti. Non è un horror, non è un thriller dark e violento in cui esplodono teste. Sarà un mistery ro­mantico con zombie e vampiri». Anche Brandon Routh è stato stre­gato da Dylan Dog: «È un personag­gio interessante perché, a differen­za dei consueti supereroi da fumet­to, è pieno di difetti, ed è anche sim­patico. È sarcastico, ma anche un cuore buono... Non gli piacciono le armi. Usa piuttosto la furbizia e l’in­telletto per combattere i mostri, in­tuisce le loro debolezze e colpisce i loro nervi scoperti. Certo qualche ar­ma la tira fuori pure lui...».
(..)

  messaggio da M.Gremignai - 17/08/2009 20:05

15 Aprile 2009

Cavazzano disegna Dylan Dog #
Da un articolo deI Corriere del Veneto su Manichini, la storia di Dylan Dog realizzata da Cavazzano:
Manichini, disegnato da Giorgio Cavazzano e sceneggiato da Tito Faraci, uscirà presto assieme ad altre tre storie brevi.
«La storia di Cavazzano farà parte di un Dylan Dog Color Fest che sarà realizzato esclusivamente da autori con uno stile cosid detto 'umoristico', o meglio con uno segno più caricaturale e libero rispetto a quello con cui viene disegnato Dylan Dog - spiega Marcheselli - per fare questo siamo partiti proprio da Giorgio Cavazzano e poi abbiamo scelto Fabio Celoni e Corrado Mastrantuono, il quarto lo stiamo ancora cercando ».
Nella storia disegnata da Cavazzano, Dylan entra in un grande incrociatore diventato museo, a Londra. Uno strano personaggio aprirà una porta su un’altra dimensione dove i manichini immobili nella nave prendono vita e attaccano la città.
«L’idea di un’avventura all’interno di una nave risale addirittura al 1874, quando andai a Londra e vidi questo incrociatore ormeggiato sul Tamigi e trovai all’interno questi manichini, abbastanza inquietanti - spiega Cavazzano - mi piacque da subito l’idea di realizzare una storia su questo, e l’occasione è arrivata adesso, quando Tito Faraci mi ha chiesto dove volevo che si ambientasse la storia di Dylan: lo sceneggiatore è partito per Londra integrando le mie foto d’epoca con alcuni scatti nuovi».
Il disegnatore veneziano, riferimento per generazioni di autori disneyani (e non solo), si è così dedicato per la prima volta all’inter pretazione di un personaggio dell’universo Bonelli.
(..)

  messaggio da M.Galea - 15/04/2009 21:58